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30 anni fa l’ultima volta della Jugoslavia, che oggi giocherebbe così

30 anni fa l’ultima volta della Jugoslavia, che oggi giocherebbe così

Il 13 novembre 1991 la Jugoslavia vinceva in Austria la gara che le consentiva l'accesso al campionato Europeo 1992, al quale non partecipò a causa della cruenta guerra interna che determinò, poi, la frantumazione attuale

Lorenzo Topello

Esattamente trent'anni fa la Jugoslavia disputava la sua ultima gara ufficiale. Qualificazioni per Euro '92, la trasferta in Austria termina 2-0 per i balcanici con reti di Lukic e Savicevic. Arrivò il pass per l'Europeo di Svezia, a cui però la Jugo non partecipò per motivi bellici. Era già iniziata la guerra che ne avrebbe sancito la triste fine.

Ma è sempre interessante pensare a invertire i fili del destino. Come giocherebbe adesso la Jugoslavia se Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia, Montenegro, Macedonia del Nord e Kosovo fossero ancora unite? Ne verrebbe fuori un team da urlo, che non avrebbe assolutamente nulla da invidiare alla grandi potenze europee.

 

 

In porta ci si potrebbe affidare alla tradizione slovena; Handanovic si è ritirato dalla Nazionale, ma Oblak è una certezza assoluta. E occhio a Grbic, da quest'anno titolare nel Lilla.

La difesa è un misto balcanico di potenza e piedi buoni. Milenkovic e Kolarov sono gioventù ed esperienza made in Serbia, mentre il laterale destro potrebbe corrispondere al profilo croato di Vrsaljko. Utile anche la duttilità del bosniaco Kolasinac. Al centro della difesa, oltre a Milenkovic, occhio al prospetto croato Gvardiol, già leader nel Lipsia. E poi i veterani Çaleta-Car e Lovren. Un pacchetto arretrato di tutto rispetto.

Il reparto dove forse la "nuova" Jugoslavia potrebbe entusiasmare maggiormente è il centrocampo. Modric, Kovacic, Brozovic: il motore croato è da Top5 mondiale. Insieme a loro il Sergente Milinkovic, già leader della Serbia. Aggiungeteci il talento del serbo Grujic e la fantasia di Elmas, cuore macedone. E poi, per opzioni laterali, l'interista Perisic letteralmente rinato negli ultimi anni a Milano, unito al serbo Kostic che tanto bene ha fatto a Francoforte.

Poi sbizzarritevi sulla trequarti: gli atalantini Ilicic e Pasalic, il kosovaro Rashica, la certezza Tadic, il torinista Brekalo.

E non mancherebbero le punte: se ne cercate una leggera citofonate a casa Zagabria e chiedete di Kramaric. Oppure, se volete un panzer, sfogliate la margherita per selezionare Dzeko o Vlahovic. Per chi non rinuncia ai kosovari, c'è Muriqi. E se la carta d'identità non vi spaventa, ricordatevi di "convocare" Goran Pandev, che in Macedonia potrebbe fare anche il premier.

Una Nazionale da stropicciarsi gli occhi: forse non ancora all'altezza del Dream Team di inizio anni '90. Ma sicuramente uno spauracchio per i giganti europei e mondiali.

30 anni fa l’ultima volta della Jugoslavia, che oggi giocherebbe così

 

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