Ultim’ora – Lega Serie A: Micciché si dimette dalla presidenza

Ultim’ora – Lega Serie A: Micciché si dimette dalla presidenza

Il 69enne dirigente, in sella dal marzo 2018, ha rassegnato le sue dimissioni. Il presidente Figc Gravina monitora la situazione ed è pronto a nominare un commissario

di redazione nc.it

Gaetano Micciché non è più il presidente della Lega Serie A. Il 69enne dirigente ha rassegnato le sue dimissioni. A nulla è valso il tentativo di molti presidenti di convincerlo a ripensarci. Micciché era alla presidenza della Lega dal 19 marzo 2018.

“Desidero annunciare, con questa dichiarazione, le mie immediate dimissioni dalla carica di presidente della Lega Serie A. Le indiscrezioni di oggi apparse sui giornali relative alla chiusura dell’istruttoria sulla mia nomina avvenuta venti mesi fa e al suo possibile esito sono inaccettabili e mi impongono questa decisione”. Dunque, Gaetano Miccichè si è dimesso. Dopo un anno e sette mesi da presidente della Lega di Serie A, ha detto “basta”. Ha tolto il disturbo, perché con “disturbo” – ritiene – il suo incarico veniva ormai percepito da più di qualcuno, da qualche mese. Per tanti, anche tra i rappresentanti delle istituzioni, è stato un fulmine a ciel sereno. Due giorni fa, Miccichè aveva parlato a lungo con il presidente della Figc Gabriele Gravina, convinto ad andare avanti, ritenendosi “vittima” di una guerra di potere. Il “polverone mediatico” sollevato in merito a presunte irregolarità commesse nell’assemblea che lo elesse, il 19 marzo 2018, è il motivo scatenante, la vicenda che ha convinto il presidente di Banca Imi a rassegnare le sue dimissioni. A nulla sono valse le telefonate fatte da numerose telefonate per convincerlo a ripensarci. Ieri sera Miccichè era a cena con il presidente del Coni Giovanni Malagò, che un anno e sette mesi fa fu lo sponsor numero uno dell’elezione del banchiere. E stamattina ha rotto gli argini, prendendo una decisione maturata in questi mesi.

MOTIVO SCATENANTE

Ripensando ai presidenti che un anno e sette mesi fa si affidarono alle sue capacità per interrompere il commissariamento e ripartire con slancio, Micciché ha fatto un chiaro riferimento alle “manovre” che alcuni presidenti hanno messo in campo, rendendo il terreno fertile per il passo indietro di oggi. “Trovo necessario – ha scritto Miccichè – fare un riferimento ad una vicenda nata nelle ultime settimane e che prende vita da un’intervista rilasciata dal sig. Preziosi e da una lettera anonima che sarebbe stata recapitata alla Federazione Italiana Gioco Calcio, alle procure della Figc e del Coni, nonché inviata alle principali testate giornalistiche nazionali, nelle quali si riferisce di presunte irregolarità che sarebbero state commesse nell’assemblea che mi ha eletto presidente di questa lega il 19 marzo del 2018. Miccichè si riferisce alle voci che raccontano di come sul suo nome un anno e sette mesi fa non si fosse registrata effettivamente l’unanimità che il nuovo Statuto richiedeva per aggirare un possibile conflitto di interessi. Miccichè smentisce e puntualizza sul punto: “Nella lettera anonima sembrerebbe venga riportata una ricostruzione piuttosto vaga e confusa dell’accaduto assembleare con una sintesi relativa alla presunta nullità della mia elezione. Chiariamo subito che io non ero presente a quella assemblea mentre quasi tutti voi lo eravate e in ogni caso tutti i 20 club erano rappresentati. In più, oltre al Presidente dell’Assemblea (commissario della lega all’epoca), erano presenti il vice commissario, tra l’altro con delega alle attività giuridiche per la Lega, il Presidente del collegio dei revisori, il Giudice sportivo. Ed erano presenti con il compito preciso di verificare il corretto svolgimento dell’Assemblea. Nessuno di loro ha sollevato alcuna obiezione. La mia assenza – ricorda Miccichè – in quel contesto è già di per sé motivo di personale serenità ed è elemento che pone la mia persona quale parte offesa già solo da queste polemiche”. L’ormai ex presidente ci tiene a specificare, non senza polemica: “Lascia in ogni caso stupefatti la circostanza che il sig. Preziosi, con il suo delegato sig. Zarbano presenti a quella Assemblea, spontaneamente avevano preso la parola e dichiarato il loro voto favorevole per Micciché. E stupisce ancora che, una volta ricevuto il verbale dell’Assemblea che riportava la procedura adottata e l’esito della votazione, lo abbiano approvato senza nulla osservare. Dopo 19 mesi si smentiscono, contraddicono ciò che formalmente hanno approvato e osservano l’irregolarità del tutto”. Poi, oltre a ricordare che “sul tema abbiamo richiesto un parere pro veritate al Prof. Avv. Zoppini che conclude sulle regolarità e correttezza piena di quanto avvenuto”, è lo stesso Miccichè a sottolineare che sulla vicenda “la Procura federale ha aperto un’inchiesta e ne verificheremo gli esiti”. Già, l’indagine avanza e presto Pecoraro metterà un punto, anche se a questo punto, se le dimissioni saranno confermate, l’esito di un eventuale processo porterà alla stessa conclusione: nuove elezioni.

 

[Gazzetta]

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