Anche il Mondiale del 1950 venne rimandato di un anno. E se non fosse successo, forse, il “Grande Torino”

I mondiali di calcio brasiliani, che terminarono col celebre “Maracanaço”, dovevano tenersi, inizialmente, nel 1949

di Roberto Vinciguerra, @RobWinwar

Come tutti sappiamo la prima edizione della Coppa del Mondo, anzi, della Coppa Rimet, dopo il secondo conflitto bellico mondiale si tenne in Brasile nel 1950. E come quasi tutti sappiamo, quel titolo, che deteneva l’Italia, se lo aggiudicò l’Uruguay di fronte al devastante sconforto carioca che ebbe conseguenze anche tragiche (si contarono un centinaio di decessi fra suicidi ed infarti post Uruguay-Brasile 2-1, ribattezzato “Maracanaço”), al punto che lo stato del Brasile proclamò 3 giorni di lutto nazionale.
Quello che, però, in pochi sanno è che nel congresso della FIFA tenutosi in Lussemburgo il 25 ed il 26 luglio del 1946, oltre a confermare l’esclusione della Germania e del Giappone, venne stabilito che i mondiali in Brasile si sarebbero tenuti nel 1949, cioé un anno prima rispetto a quando si tennero realmente.
Nel luglio del 1947, però, l’anno di svolgimento venne prorogato di 12 mesi, cioé al 1950, per permettere alle varie nazionali di potersi preparare “con ordine e tranquillità alla nuova grande fatica dopo quella che le avrebbe impegnate nel 1948 a Londra per le Olimpiadi”. In quel periodo, infatti, le gare delle nazionali di calcio alle Olimpiadi erano ancora equiparate a partite ufficiali delle selezioni maggiori e, come tale, rivestivano, a loro volta una discreta importanza. Per la precisione ricordiamo che ai giochi londinesi si impose la Svezia di Liedholm, Gren e Nordhal in finale sulla Jugoslavia.
Certo, ragionando col senno di poi, fosse stata confermata la data del 1949 per quello che concerneva lo svolgimento dei mondiali in Brasile, il “Grande Torino” (che costituiva, all’epoca, l’intera ossatura della nazionale azzurra), per motivi legati alla preparazione dell’imminente torneo, non avrebbe avuto il tempo di andare a giocare a Lisbona il 3 maggio 1949 la gara amichevole organizzata per rendere omaggio al capitano del Benfica Francisco Ferreira, che stava concludendo la sua carriera. Inevitabilmente, quell’intera squadra di fuoriclasse granata, non avrebbe perso, poi, la vita il giorno dopo nell’impatto dell’aereo Fiat G.212 sulla collina di Superga durante il rientro in Italia.
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