Nella stagione 1980/81 i vertici federali dettero la possibilità ad ogni club della serie A di ingaggiare un giocatore non italiano. Arrivarono campioni veri, buoni giocatori e anche qualche bidone clamoroso.

I PRIMI CAMPIONI

prohaska
Il primo a varcare la frontiera fu Michael Van de Korput. Lo prese il Torino e perfino l'austera Unità ironizzò sul cognome titolando "Sembra la reclamé di un lassativo" non fu un grande acquisto ma di lui parleremo nella prossima scheda. Partiamo invece dalle cosiddette grandi, su chi puntarono? I campioni d’Italia in carica dell’Inter guidati da Bersellini prelevarono dall’Austria Vienna Herbert Prohaska (nella foto), un buon centrocampista che per la sua scarsa velocità di esecuzione fu soprannominato Valentino. Non fu un fulmine e giocò in Italia per poche stagioni (dopo Inter anche la Roma). Tanto per cambiare invece in quella stagione lo scudetto lo vinse la Juventus allenata da Giovanni Trapattoni e rinforzata a centrocampo dall’irlandese Liam Brady che proveniva dall’Arsenal. Anche per lui due sole stagioni in bianconero con il tristemente noto rigore calciato a Catanzaro che determinò nell’82 la beffa ai danni della Fiorentina. Brady restò a lungo in Italia giocando anche in Sampdoria, Inter e Ascoli. Decisamente più clamorosi gli ingaggi di Roma e Napoli che tentarono di colmare il divario con le grandi del nord con il brasiliano Paulo Roberto Falcão e l’olandese Ruud Krol. Il primo diventò a lungo il punto di riferimento dei giallorossi dopo aver stentato nelle prime apparizioni anche perché il popolo giallorosso aveva a lungo atteso Zico. Falcão restò alla Roma 4 stagioni lasciando dopo poco l’inizio della quinta per un dissapore con l’allora presidente Dino Viola. Alla sua partenza era diventato il calciatore più pagato del campionato con un ingaggio di 1 miliardo all’anno. Ruud Krol, olandese volante e bandiera dell’Ajax era stato prelevato in prestito dal Vancouver Whitecaps. Restò a Napoil fino alla fine della sua carriera con un ottimo score. Giocava da libero, ma la sua impostazione calcistica piuttosto libera lo faceva andare piuttosto spesso in avanti a cercare il gol. E veniamo alla Fiorentina. I viola andarono a pescare in Argentina e portarono in riva all’Arno Daniel Ricardo Bertoni, ala destra di gran classe con qualche carenza atletica che aveva vinto il campionato del mondo 1978. Bertoni, soprannominato 'el puntero', venne in Europa nel Siviglia dove giocò due stagioni. Ranieri Pontello, lo portò a Firenze e nella stagione del suo debutto giocò 25 partite totalizzando 4 gol. Nel campionato successivo si rifece mettendo a segno nove reti cosa che gli valse la qualifica di miglior marcatore della squadra insieme a Ciccio Graziani. Restò a Firenze quattro stagioni prima di passare al Napoli dove trovò Maradona. VAI AVANTI E SCOPRI I BIDONI ARRIVATI 

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