serie a

Da Taccola ad Astori, quando la morte colpisce in diretta

Sono diversi i calciatori scomparsi per problemi, per lo più cardiaci, durante una partita o un allenamento, sotto gli occhi delle telecamere, dei compagni e dei tifosi, o comunque mentre erano in ritiro o per le conseguenze del lavoro in palestra

Roberto Vinciguerra

Quella che segue è una lista, già elaborata anche dal Corriere.it negli anni scorsi, con cui vogliamo ricordare la memoria di questi ragazzi che ci hanno lasciato troppo presto.

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Giuliano Taccola

L’attaccante della Roma è morto il 16 marzo 1969, all’età di 25 anni, allo stadio Amsicora subito dopo la partita Cagliari-Roma. Prima della gara aveva detto al medico della Roma, professor Massimo Visalli, che non si sentiva molto bene: temperatura di 37,4° e aveva assunto medicinali per ridurre la febbre. Rientrato negli spogliatoi a fine partita, aveva accusato un nuovo malore e si era adagiato su un lettino: poco dopo aveva cominciato a rantolare fino a perdere conoscenza. Allo stadio non c’era già più l’ambulanza. Taccola viene dichiarato morto alle 17.55 all’ospedale.

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Renato Curi

Il centrocampista del Perugia muore il 30 ottobre 1977 a 24 anni, durante Perugia-Juventus, giocata sotto un temporale. Cinque minuti dopo l’inizio del secondo tempo, durante uno scatto, Curi si accascia a terra: Romeo Benetti, Roberto Bettega e Gaetano Scirea, che gli sono vicini, lo aiutano a rialzarsi, ma subito dopo ricade con gli occhi rovesciati. Portato fuori dal campo, Curi riceve due iniezioni, poi è sottoposto a massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca prima di essere trasportato al Policlinico. Alle 16:30, circa un’ora dopo il malore, viene dichiarato morto. L’autopsia rileva un’anomalia cronaca che risultava dagli esami compiuti con le diverse società con cui aveva giocato.

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