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Il mal di pa… lo di Abraham e quel precedente jugoslavo

Il mal di pa… lo di Abraham e quel precedente jugoslavo

L'attaccante inglese ha già centrato otto legni in questo inizio di stagione. Il suo scherzo social a ottobre ("Togliamo i pali") ricorda un celebre aneddoto...

Lorenzo Topello

Dopo la prima metà di stagione, le statistiche iniziano ad avere il loro grosso peso. E quella relativa a Tammy Abraham è decisamente interessante, visto il rendimento altalenante dell'attaccante della Roma.

Resta infatti dispiacere per i tanti legni colpiti dal centravanti inglese, fermato da pali e traverse già otto volte in stagione fra Serie A e Conference League. L'ultimo ieri, contro lo Spezia. Al punto che lo stesso giocatore, a ottobre, aveva scherzato sui social chiedendo di far rimuovere i pali.

Una battuta, ovviamente, ma non è la prima volta che in Serie A qualcuno si "lamenta" del suo brutto rapporto con pali e traverse, ostacoli troppo presenti sulla via del gol. Gli appassionati più datati ricorderanno bene, infatti, che nel 1982 sbarcò a Udine un giocatore jugoslavo tra i più abili del tempo, un fine specialista dei calci piazzati. Si trattava di Ivica Surjak, che però al primo anno in Italia non riuscì a ripetere le splendide parabole su punizione mostrate in patria. O meglio, ci riusciva ma colpiva troppo spesso la traversa, in particolare quando giocava allo stadio Friuli.

Così Surjak iniziò a protestare con gli addetti ai lavori di casa Udinese. A suo giudizio, le porte dello stadio Friuli erano più basse rispetto alla misura regolamentare. L'allenatore dell'epoca, Ferrari, diede l'ok per misurare l'altezza delle porte, pur rimanendo scettico sulla tesi dello jugoslavo. Andò a finire che le porte erano più basse per davvero. Cinque centimetri circa, che impedivano sistematicamente alle punizioni di Surjak di infilarsi in rete.

Insomma, da che mondo è mondo, i giocatori sembrano destinati a litigare con pali e traverse...

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